Ferruccio de Bortoli

Ritengo che impegnarsi nel terzo significhi innanzitutto restituire qualcosa alla società e alla comunità nella quale si è cresciuti.

Ritratto fotografico di Ferruccio de Bortoli, Booster del movimento ITA2030
Giornalista, attualmente presidente di Vidas.
Ritengo che impegnarsi nel terzo settore (pessima definizione, dovrebbe essere il primo) significhi innanzitutto restituire qualcosa alla società e alla comunità nella quale si è cresciuti.

Siamo tutti debitori nei confronti del bene comune (istruzione, sanità, sicurezza) che ci ha consentito di studiare e lavorare. Senza quel bene comune non saremmo stati nulla. In inglese si chiama give back.
In italiano riconoscenza e responsabilità.

Tutto ciò che facciano è sempre molto poco rispetto a quello che potremmo fare. Ma il bene, ammesso che si sia in grado di farlo - non è così semplice - va fatto bene. Altrimenti è spreco di energie, risorse, entusiasmi.
Chi dona - e per fortuna in Italia sono tanti - non ammette che il proprio gesto di solidarietà attiva si disperda nei meandri di organizzazioni inefficienti e autoreferenziali.

Il contributo di persone esperte e preparate o in altri settori può trasformare il terzo settore in una leva ancora più preziosa per la crescita non solo economica, ma soprattutto morale e sociale del Paese

Boosters

La partecipazione dei Booster è una scelta personale che nasce dal desiderio di dare il proprio contributo mettendo a disposizione le proprie competenze. Al progetto ITA2030 prendono parte persone con esperienze consolidate in mondi diversi: dalla cultura allo sport, dalla comunicazione alla tecnologia.