Emanuela Bozzi

Credo infatti che la contaminazione “fra profit e non” possa essere la chiave per far crescere l’impatto generativo che il Terzo Settore è chiamato a dare alla nostra società.

Ritratto fotografico di Emanuela Bozzi, Booster del movimento ITA2030

Il mio interesse per il terzo settore si è acceso fin dall’università, dove ho seguito l’indirizzo in “economia delle aziende non profit” che la Bocconi aveva appena attivato.

Dopo diversi anni in consulenza, e venti nell’azienda di famiglia che ho contribuito a far crescere ed internazionalizzare, ho ora deciso di dedicare la mia vita lavorativa ad ITA2030, progetto che mi appassiona perché si fonda sulla mia parola preferita, “condivisione”: di idee, competenze, esperienze e visioni.

Credo infatti che la contaminazione “fra profit e non” possa essere la chiave per far crescere l’impatto generativo che il Terzo Settore è chiamato a dare alla nostra società. Ho sperimentato questo approccio anche con Arimo, cooperativa sociale di cui sono socia fondatrice che da 20 anni si occupa di minori in difficoltà.

La condivisione ispira anche la vita di famiglia! Io e mio marito Matteo desideriamo una casa aperta ed inclusiva, e cerchiamo di stimolare i nostri quattro figli ad affrontare le sfide quotidiane con impegno e responsabilità, ma anche “sognando in grande” e lasciando il mondo migliore di come lo abbiamo trovato, così come ci ha insegnato lo scoutismo.
Ritrovo questo sguardo di lungo periodo anche nell’intervento di ITA2030, che punto a consolidare la sostenibilità nel tempo delle iniziative sostenute.

Boosters

La partecipazione dei Booster è una scelta personale che nasce dal desiderio di dare il proprio contributo mettendo a disposizione le proprie competenze. Al progetto ITA2030 prendono parte persone con esperienze consolidate in mondi diversi: dalla cultura allo sport, dalla comunicazione alla tecnologia.